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Estate

Haibun

Questo effimero tempio corporeo

fine inverno-
gli occhi socchiusi
del Buddha di pietra

È una settimana da quando un referto mi ha pietrificata, solo mille pensieri continuano a muoversi sembrano far gara nella mente.
Cerco di soffocarli calamitando l’attenzione su cose belle, i miei figli,mio marito,leggendo libri su libri ma non è facile.
Mi ritrovo distesa seminuda sul lettino e con gli occhi fissi al soffitto di una stanza senza finestre aspetto la dottoressa.

uscita d’emergenza-
il cielo sul desktop
di un computer

Accompagnata dal mio lungo sospiro si apre la porta:una chioma di ricci biondi nel destreggiare del suo camice bianco mi porta il vento
Un lungo ago perfora la pelle cerco di decifrare il suo sguardo mentre mi visita, nel frattempo sono bastati trenta minuti per rimpicciolirmi e intraprendere un lungo viaggio dentro me stessa:come Alice nel Paese delle meraviglie passo da una stanza all’altra della mia vita.

anestesia
dai miei battiti mossa
la maglietta

Un tremore alle mani con difficoltà mi fa riallacciare il reggiseno.
Dal soffitto alle sue labbra passa lo sguardo,mi faccio ripetere due volte la diagnosi,incredula un muro di nebbia cala davanti fino a non farmi sentire il dolore al seno.

nubi di Marzo-
la punta di una stella
dal carcinoma

La strada scorre nel mio sguardo, rubo ogni istante prima che diventi un punto lontano:
un barbone ripiega l’alba in un cartone nell’indifferenza del via vai delle persone, mentre sui rami nudi le prime gemme sembrano schiudersi io chiedo perdono al mio bimbo interiore

miracolo primaverile-
cammina sul fiume
la mia ombra

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